FEBBRE E DIABETE

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Febbre, anche durante una banale malattia virale stagionale, ed ecco che la glicemia della persona con diabete tende ad aumentare, nonostante egli abbia meno appetito e si alimenti poco. Il paradosso si spiega con l’accumulo nel sangue di ormoni, come le catecolamine e il glucagone, che aumentano la quantità di glucosio immessa nel sangue dal fegato e contrastano l’azione dell’insulina.

In tale situazione, la dose di insulina iniettata si rivela insufficiente a stimolare l’utilizzazione di glucosio da parte dell’organismo; di conseguenza, la glicemia aumenta e può comparire glucosio nelle urine. Con livelli di glicemia alti, la persona con diabete perde acqua e può disidratarsi al punto da avvertire lingua secca, debolezza muscolare e stanchezza.

La regola basilare in caso di febbre è quindi: non diminuire la dose di insulina, anche se l’alimentazione è scarsa. Nella pratica, conviene iniettare la dose abituale, misurare la glicemia prima di ogni pasto e adeguare la dose di insulina ad azione rapida prima di mangiare. Se la glicemia è maggiore di 180 mg/dl l’aumento può essere di 1 o di 2 unità se la dose usuale supera le 10 unità.

La persona con diabete deve sapere che l’aumentata richiesta di insulina non termina con la scomparsa della febbre, ma, talvolta, può continuare anche una settimana dopo lo sfebbramento. Il fenomeno è da imputarsi agli elevati livelli di glucosio nel sangue che causano una transitoria resistenza all’azione dell’insulina. Non è raro che la necessità di maggiore quantità di insulina incominci a manifestarsi anche nei giorni che precedono la comparsa della febbre, in coincidenza, ad esempio, con l’incubazione di una malattia. In questa evenienza, l’adeguamento delle dosi va eseguito con tempestività.  Durante la febbre, il fabbisogno di liquidi per l’organismo aumenta a causa dell’eliminazione di abbondanti urine, la sudorazione, l’elevata temperatura corporea, la ridotta introduzione di liquidi, gli eventuali vomiti e diarrea.

Per tutti questi motivi, è necessario che la persona con diabete in caso di febbre venga incoraggiato ad assumere liquidi in abbondanza e pasti leggeri contenenti una quota sufficiente di zuccheri complessi.

La compensazione delle perdite liquide e saline ha come obiettivo quello di mantenere normale la capacità di filtrazione del rene. È stato calcolato che diabetici bene idratati, ma non altrettanto bene equilibrati dal punto di vista delle glicemie, eliminano almeno 100 grammi di glucosio al giorno attraverso i loro reni. In mancanza di un’adeguata idratazione, la filtrazione del rene diminuisce e il glucosio si accumula nell’organismo, facendo così aumentare la glicemia.

La persistenza della febbre e di glicemie costantemente elevate deve indurre a consultare il proprio diabetologo, in particolare per coloro che assumono metformina, che in presenza di una funzione renale ridotta, anche temporaneamente, deve essere rivalutata nei dosaggi.

Autore dell'articolo: Dario

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